Incontrare e Scopare

Sono una moglie porcellina e mi eccito con i racconti erotici

Questo caldo da veramente alla testa soprattutto ad una moglie porcellina come me… Mi ritrovo a pensare a cose veramente strane, durante questa giornata di fine primavera. Ma ormai andiamo verso l’estate, e mi ritrovo a pensare agli operai che stanno lavorando qua in strada, al sudore sulle loro fronti e ai loro cazzoni stretti nei pantaloni… E mi bagno tutta al pensiero di uno di loro che suona alla mia porta. E io che intenta a leggere racconti erotici, piena di voglia vado ad aprire in vestaglia, nuda di sotto. Mi ritrovo di fronte questo uomo non molto alto, circa 1,65/1,70 con due spalle larghe conquistate con il sudore della fronte.

<> mi dice togliendosi il cappello e mostrando i capelli chiari tutti scombinati. Lo saluto e chiedo cosa è venuto a fare e lui risponde <>. Un sussulto mi prende la fica. Sembra una delle mie fantasie sessuali ricorrenti, uno sconosciuto che bussa alla porta e vuole entrare, proprio quando mio marito non c’è. E lo sanno tutti, quando il gatto non c’è i topi ballano…

Lo faccio accomodare in cucina e metto su il caffè. Dopo un paio di minuti di silenzio il caffè sta per salire e io dal fornello studio questo ragazzo, si perché non avrà più di 27/28 anni, anche se sembra un po’ più maturo, forse grazie alle intemperie e alle responsabilità del lavoro. Quando la caffettiera inizia a sussultare lo sconosciuto si fa avanti dicendomi che ho una bella casa, e mi chiede da quanto vivo qui. Io rispondo alla sua domanda e lo ringrazio, intanto gli studio la sporgenza sui pantaloni che sembra indicare proprio un bel pacco.

E mentre sono intenta a fissare con gli occhi persi nel vuoto lui allunga la mano, mi tocca e dice: <>. Mentre ero persa nelle mie fantasie il caffè stava venendo su, così mi affretto a spegnerlo. Lo servo e mi siedo.
Nell’aria c’è uno strano silenzio come una tensione, che si può tagliare con il coltello. Ma è una tensione bella, calda e umida, sembra che possa succedere qualsiasi cosa in ogni momento. Mi affretto a mettere le carte in tavola con nonchalance: <> dico con aria da zoccola mentre apro un po’ le gambe e lascio intravedere il buio tra le mie gambe.
Lui sorride, e quel sorriso mi scioglie: mi immagino già in ginocchio con il suo cazzo in bocca fino alle palle, tra il sapore di salato del suo sudore e delle sue secrezioni. Quando sembra che lui stia per fare la mossa decisiva si sente uno squillo: inizia a suonare un telefono.
Mi sveglio tutta bagnata sul letto: ma non è solo sudore, mi sento un lago tra le gambe. Apro gli occhi e mi ritrovo supina con le mani sul mio smartphone collegato sul mio sito preferito: piacere e racconti.

Come spesso mi capita mi sono appisolata leggendo, ma questa volta sono entrata dentro al racconto, cercando di viverlo in prima persona.
Da fuori posso sembrare una moglie porcellina focosa annoiata dalla vita, ma non è così. Quella che vivo ogni giorno è una tragedia, cercando di sopravvivere emotivamente come donna in una casa dove non è più possibile passare come tale. A mio marito non tira più, non gli riesce a venire duro neanche con deliziosi pompini o con un bel massaggio prostatico. E pensare che una volta bastava un dito in culo per farglielo venire duro come un’asta d’acciaio. Adesso è stanco, svogliato, torna a casa la sera e non pensa ad altro che alla cena e a guardare il calcio in streaming.

Ho provato di tutto: girare con vestitini attillati, che poi si sono ridotti al solo intimo, che poi si è ridotto sempre di più di dimensioni.
E pensare che Sara me lo dice sempre: <>. Quindi non sono molto preoccupata delle mie forme, anche se gli anni passano cerco di mantenermi in forma.
Adesso purtroppo mi ritrovo a fantasticare molto su altri uomini, uomini che me lo possono dare come lo voglio io, che mi possono fare ancora sentire donna. E spesso leggo racconti erotici amatoriali di altre donne italiane, a cui piace essere guardate, spogliate con gli occhi, a cui piace fare entrare uno sconosciuto in casa per scoparselo. E dov’ero rimasta… Ah sì al telefono a fare la moglie porcellina.

Ma forse è meglio che il finale per questa storia lo decida io, penso. Pian piano allungo le dita fino alle grandi labbra, le spalanco e inizio a cercare il mio punto preferito proprio sotto il clitoride. Mi infilo le dita in bocca e le bagno di saliva per far sì che scorrano meglio avanti e indietro, e inizio a fantasticare…
L’operaio ha risposto al telefono, è un suo collega, e c’è caffè anche per lui. Lo accolgo in casa, è un uomo sulla quarantina con capelli scuri e un bel pizzetto; questa volta li porto in sala, li faccio accomodare sul divano e mi siedo in mezzo. Con dolcezza prendo la mano dell’operaio più giovane e me la infilo in mezzo alle gambe, mentre con l’altra mano inizio a toccare il membro dell’altro.


Sento subito che si irrigidisce e finisco tra incudine e martello: inizio a prendere in bocca prima un cazzo poi un altro, finché il ragazzo giovane si alza in piedi mi prende di peso e inizia a scoparmi sul divano. Io godo mentre spompino e godo ancora, sento un’asta calda dentro la fica e quando penso di volerne uno anche nel culo…
Ritorno in me e sento una vampata di calore, la fica bagnata stringersi e i miei piedi si contraggono mentre un orgasmo pazzesco mi trapassa. Mi infilo un dito in culo e continuo a massaggiare su e giù fino a quando non inizio a sentire dolore e stringo le gambe mentre mi mordo il labbro da vera moglie porcellina.

In quel momento sento la serratura di casa, ma sono troppo estasiata per muovermi. Mio marito entra in camera e mi vede con una mano nella fica e l’altra in bocca, mentre mi godo gli ultimi secondi di quest’orgasmo stellare.
Nei suoi occhi riesco a leggere solo disappunto e mi dice: <>.

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